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14/11/2009 | in
Welfare e Cura
Oggi nelle scuole c’è disagio. Non bisogna però pensare che questo sia un problema da confinare solo all'interno degli istituti scolastici. Quanto accade all'interno della scuola è lo specchio dei nostri tempi dove la mancanza di coesione sociale genera debolezza nei rapporti e dove la precarietà porta all'assenza di una progettualità di vita. E non dobbiamo dimenticare il peso sempre più eccessivo di una certa cultura mass mediatica, che porta all'affermazione di atteggiamenti superficiali e poco significativi. Quanto accade di negativo nelle scuole è significativo delle forme di disagio giovanile. Si tratta di un malessere forse dovuto alla percezione di una sorta di abbandono educativo da parte degli adulti. Perché i ragazzi, soprattutto nella fase cruciale dell'adolescenza, necessitano di continue sollecitazioni. Secondo noi, accanto a una società che potremmo definire "materna" e che esprime il bisogno di cura, attenzione e indulgenza, è indispensabile anche una cultura "paterna" fatta di rispetto di regole e di senso di responsabilità. In quest'ottica, è chiaro che il miglior modo di ricevere il rispetto delle regole è il dare l'esempio. Ma questo è un tema che riguarda tutta la società.
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Sì, certo: l'abbandono educativo è sempre esistito in ceti sociali bassi e in difficoltà, nell'emarginazione sociale.
Ma oggi è molto preoccupante vedere come sta dilagando anche nelle famiglie più agiate.
Anzi, in linguaggio tecnico-pedagogico, si chiama emergenza educativa, vera, autentica.
Purtroppo alcuni ancora la negano e invece appare sempre più evidente agli occhi di tutti.
Occorre lavorare, lavorare, lavorare e contrastare le tendenze competitive e distruttive sempre più forti in questi anni, in tutta la società.
inviato da Laura - 14/11/2009 10:39
1 commenti per La scuola, il disagio giovanile, la società
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