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16/11/2009 | in
Legalità e Diritti
La richiesta di legalità da parte dei cittadini è legittima. Il rispetto delle leggi riguarda le relazioni con gli altri, entra nell’intimo della vita e degli affetti; riguarda il proprio corpo, il camminare nelle strade, lo stare nella propria casa. Alla domanda di sicurezza non si risponde con gli slogan, spesso segnati dalla paura o dalla rabbia, ma con la costruzione esigente di una società coesa.
Non c’è sicurezza quando scompare la cultura della responsabilità verso l’altro, se cresce un clima individualistico che fa barricare ciascuno all’interno del proprio isolamento e se si diffonde una mentalità di difesa dagli altri. La sicurezza va invece avvertita come una grande domanda di socialità, di desiderio di avere le porte delle case aperte, di vivere con fiducia le relazioni con gli altri, di ristabilire amicizie e rapporti sereni nei luoghi dove si abita, di ricreare una cultura del rispetto nel confronto, una cultura di pace e di non violenza.
La domanda di sicurezza ci chiede di non lasciarci trascinare in un consumo privato e onnipotente di desideri di possesso e quantità, ma di custodire i sentimenti, di vivere la gioia della moderazione e della sobrietà, di riconoscere i bisogni dell’altro e di essere intransigenti verso ogni forma di corruzione.
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