Oltre le sbarre. Milano si-cura del carcere Carcere di Bollate
Si può tornare a immaginare una città che sente il carcere parte di sé e investe sull’umanità di chi è rinchiuso per un recupero pieno e autentico alla socialità? Perché abbiamo lasciato che la parola pena si identificasse unicamente con il carcere? E chi è, veramente, il carcerato? Da queste domande si snoda un dialogo fra quanti praticano mediazione sociale fra carcere e città e quanti lo vorrebbero un luogo di sola reclusione. Per ascoltare tutte le voci, per incontrare il disagio e la sofferenza del carcere, per scoprire che fra quelle sbarre c’è una realtà fatta di operosità, di impresa sociale, di lavoro e una domanda urgente che chiede di ricostruire possibilità di vita e di società.
Sono intervenuti:
Lucia Castellano, direttrice del carcere di Bollate
Adolfo Ceretti, docente di Criminologia, Università degli Studi Milano-Bicocca
Giovanna Di Rosa, magistrato di sorveglianza, Tribunale di Milano
Luigi Pagano, provveditore regionale Amministrazione Penitenziaria Lombardia
don Gino Rigoldi, presidente Agesol
i detenuti del carcere di Bollate Conduzione:
Donatella Stasio, capo servizio Il Sole 24 Ore |